Corso: La vitalità del canto di tradizione orale

Corso: La vitalità del canto di tradizione orale

Popolare o Folklorico? Etnico! Dalle fonti Etnomusicologiche al Concerto

Come coniugare nuove scritture per coro e Repertori di Tradizione, cercando un approccio fresco, aperto anche alla cosiddetta world music ma con un approccio scientificamente rigoroso? Possiamo immaginare una nuova via che preveda anche i modi esecutivi del canto di tradizione orale, dato che rappresenta la modalità ancora più diffusa di una gran parte del mondo?

Un viaggio musicale tra ascolti, approfondimenti ed esempi del repertorio di tradizione orale italiano e non, scoprendone anche la continua circolarità con alcuni aspetti della musica colta del passato (musica bizantina, barocco, opera,), guidato da Elide Melchioni, etnomusicologa e direttrice del Coro Farthan di Marzabotto (BO). Il corso è rivolto sia a coristi che a direttori / compositori che vogliano esplorare e comprendere le pratiche vocali di tradizione orale analizzando caratteristiche stilistiche, tecniche esecutive e contesti culturali, con l’obiettivo di integrare queste conoscenze nella pratica musicale dei corsisti stessi.

Metodologia e Programma: Il progetto si articola in tre moduli tematici che esplorano diverse tradizioni musicali e le relative pratiche vocali. Ogni modulo prevede lezioni frontali interattive, video e ascolti guidati, sperimentazioni vocali, discussioni, consultazione di partiture, testi e/o risorse on line.

MODULO 1: L’ITALIA – Dal Canto a Tenore sardo al Miserere di Sessa Aurunca, dal repertorio delle mondine ai Canti alla stisa salentini, passando per le musiche delle comunità Arbereshe e non solo… La piccola Italia – oltre al ruolo importantissimo ricoperto nella storia della musica colta occidentale – vanta anche il patrimonio etnofonico più variegato del mondo, per il suo essere centrale nel Mediterraneo e l’aver avuto contatti nei secoli con moltissimi popoli. La musica di tradizione orale è naturalmente sempre esistita, in abbondanza ed in parallelo a quella colta, accessibile solo ad una ristretta nicchia. Nei secoli entrambe hanno vissuto di continui scambi, visibili soprattutto in alcune forme (pastorali, villanelle, ampio utilizzo del bordone, musica paraliturgica), pur mantenendo un’alterità essenziale legata al timbro ed alle modalità di emissione della voce. Ancora oggi le modalità esecutive ed improvvisative, i timbri degli informatori, gli aggregati sonori, l’intensità, ci appaiono talmente arcaici da risultare paradossalmente contemporanei. Conosciamoli, per provare – chissà? – ad utilizzarli!

Bibliografia/Sitografia (cenni): Archivio del folklore italiano – Rai Teche
testi vari di: Alan Lomax; Giorgio Nataloni, Diego Carpitella, Pietro Sassu, Roberto Leydi, Giovanna Marini, Nicola Scaldaferri, Nico Staiti, Febo Guizzi, Elide Melchioni

MODULO 2: IL CANTO BULGARO E GEORGIANO “…Le registrazioni di inizio ’900 delle musiche polifoniche del popolo georgiano suscitano una profonda impressione. Sono testimonianza viva della musica popolare georgiana, la cui origine nasce da un passato antichissimo. È una scoperta meravigliosa e può suggerire molto ai compositori… ” Igor Stravinskij, 1967.

Le affascinanti e complesse pratiche polifoniche di tradizione orale presenti ancora oggi nei Balcani, in Bulgaria e Georgia evidenziano come le forme di canto comunitario maschile e femminile – elemento di fortissimo legame identitario – abbiano avuto nei secoli un ruolo cruciale per la conservazione di questo patrimonio musicale, risalente almeno all’impero bizantino. La straordinaria capacità di conservazione (come quella legata allo splendido apparato musicale del culto ortodosso), unita all’innovazione trasformativa legata alle pratiche improvvisative, hanno portato ad inserire queste forme di polifonia nei Patrimoni Immateriali Unesco. Ascolteremo ad analizzeremo formazioni storiche, come le Mystere de le Voix Bulgare, ed alcuni ensemble maschili dediti alla liturgia ortodossa. Bibliografia/Sitografia (cenni)

Djobadze, Nana, Polyphony of Georgian Song: The Cultural Significance of Traditional Chant – Tbilisi: Georgian National University Press, 2005; Renato Morello, Elide Melchioni

MODULO 3 – Nuove vie nella riproposizione del repertorio etnico: dalle nuove scritture corali alla contaminazione con il Barocco e la World Music
Faremo un focus su alcuni direttori/compositori che in questo quarto di secolo si sono dedicati a nuove scritture di ispirazione popolare: Alessandro Catte (Sardegna), Damiano d’Ambrosio (Basilicata), Giorgio Susana (Veneto). Per quanto riguarda la commistione tra mondo barocco e musica etnica, esploreremo alcuni autori, compagini e cantanti di grande interesse che mescolano musica e strumenti antichi con repertori di tradizione: Roberto di Simone con la Gatta Cenerentola (Nuova Compagnia di Canto Popolare, fino agli splendidi progetti di Christina Pluhar (L’Arpeggiata), Jordi Savall (Hespèrion XXI), e poi Accordone, Marco Beasley, e molti altri… Parallelamente, negli ambiti più vicini alla World Music conosceremo cori che cercano una scrittura ed una modalità interpretativa che si avvicini alle fonti a cui afferiscono, come il progetto Coro a Coro (Rachele Andrioli) e Coro Farthan (Elide Melchioni).

Docente: Elide Melchioni

Acquistabile singolarmente (80 € – 50 €*)

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(*) 50 € TOTALI per chi canta in cori associati AERCO o rete FENIARCO oppure membri ANDCI/AISCGRE. 80 € TOTALI per chi NON canta in cori associati AERCO/FENIARCO.

Il Corso non è gratuito per chi frequenta la Scuola Direttori dell’Accademia Corale AERCO.

Struttura del corso : 5 incontri on line + 2 incontri in MODALITÀ MISTA (in presenza per chi lo vorrà e contemporaneamente on line per gli altri)

ON LINE: GIOVEDì 19-26 MARZO; 9 -16-23 APRILE orario 20:30- 22:30

MODALITÀ MISTA (in presenza e on line) presso il CENTRO MUSICALE DI MARZABOTTO – (BO), Piazza della Stazione SABATO 9 maggio 11-13 – 14-17; SAB 16 maggio 14-17 e ore 18 momento concertistico di restituzione di quanto appreso in collaborazione con il Coro Farthan.

Iscrizioni:  vai al FORM